The Verona Stay

Tomba di Giulietta: storia vera e mito turistico

14 June 2026

Scendi i gradini di pietra nella cripta buia, l'aria è fresca anche d'estate, e lì in fondo c'è lui: un grande sarcofago scoperchiato in marmo rosso di Verona. Nessuna iscrizione. Nessun nome. Vuoto. Eppure ogni anno migliaia di persone si fermano in silenzio davanti a questo blocco di pietra, come davanti a una reliquia. La domanda vera — quella che quasi nessuno osa fare a voce alta — è: ma Giulietta è mai stata qui?

Chi ha inventato la tomba di Giulietta (e quando)

La storia di Romeo e Giulietta non nasce dalla penna di Shakespeare. Fu il nobile vicentino Luigi Da Porto che, nel 1531, pubblicò la Historia novellamente ritrovata di due nobili amanti, primo testo in cui i due amanti vengono menzionati per iscritto in forma narrativa. Shakespeare, a sua volta, attinse dalla novella di Matteo Bandello, che a propria volta si era ispirato al racconto di Da Porto.

Il problema è che se la famiglia Montecchi è dato storico — era realmente esistita — i Capuleti non risultano essere mai esistiti come tali, e anche fossero stati i Cappello, pare che le due famiglie non avessero mai avuto nulla a che fare l'una con l'altra.

Il salto dalla letteratura alla pietra avviene nel Cinquecento. La tradizione che individuava nell'ex convento di San Francesco al Corso il luogo di sepoltura dei due amanti risale al XVI secolo, secondo la testimonianza dell'erudito Girolamo dalla Corte, che per primo fa riferimento al sepolcro custodito in quel convento. Un sarcofago vuoto, senza coperchio né iscrizioni, era già lì. Si pensò che vi fossero troppe sovrapposizioni con la storia per non credere di aver trovato la sepoltura dell'eroina, e i turisti del Grand Tour, già a partire dal '700, iniziarono a inserire il luogo nel loro itinerario veronese.

Il convento "sbagliato": cosa dice davvero la novella di Da Porto

Qui sta il dettaglio che quasi nessuna guida turistica racconta. Nella novella originale di Da Porto, Giulietta va a chiedere aiuto a Frate Lorenzo nella chiesa di San Francesco — ma non necessariamente quella di Verona. Quando Giulietta si reca nella chiesa di San Francesco dell'annesso convento, lo scenario narrativo rispecchia probabilmente il palazzo Savorgnan di Udine, che si trovava quasi attaccato alla chiesa di San Francesco del convento udinese. La novella, probabilmente autobiografica, è dedicata alla cugina Lucina Savorgnan e al loro sfortunato amore.

In altri termini: il convento veronese di San Francesco al Corso è stato scelto per ragioni di suggestione narrativa — un nome che tornava, un sarcofago opportunamente vuoto, un'atmosfera giusta. Non per una corrispondenza storica documentata. Ma questa fiaba d'amore fu così potente da essere subito considerata un fatto realmente accaduto.

Con un tocco di ironia tutta veronese: le suore cui era stato assegnato il monastero, non gradendo l'improvvisa attenzione per una storia d'amore profano, cercarono di sbarazzarsi del sarcofago, usandolo come mangiatoia per gli animali che tenevano in cortile. Il turismo romantico le ha poi travolte.

Cosa vende il turismo — e cosa ha costruito Verona nel tempo

La macchina del mito si è messa in moto con metodo. Il responsabile dei musei veronesi, Antonio Avena, volle che il sepolcro fosse sistemato nella cripta, dopo che, già agli inizi dell'Ottocento, il sarcofago vuoto di marmo rosso era stato considerato luogo di sepoltura dell'eroina shakespeariana. Nel 1938, il sarcofago fu spostato nella sua attuale posizione — quella che si visita oggi.

Sin dai primi decenni dell'Ottocento la tomba divenne meta di una sorta di culto vagamente superstizioso, tanto che i visitatori ne asportavano dei frammenti, quasi fossero sacre reliquie. Maria Luisa d'Asburgo Lorena, imperatrice dei francesi, si fece fare orecchini e una collana utilizzando frammenti del marmo rosso di cui è composto il sarcofago. Lord Byron ci pianse sopra. Madame de Staël ci scrisse. Il Grand Tour europeo aveva trovato il suo altare laico dell'amore.

Il primo a dare voce istituzionale al mito fu Ettore Solimani, il custode della Tomba che a partire dal 1930 iniziò a raccogliere le prime lettere lasciate dagli innamorati e a rispondere ad ognuna di esse, diventando di fatto il segretario di Giulietta. Da quella pratica nasce il Club di Giulietta, ancora attivo oggi.

Come visitarla nel 2026 (info pratiche aggiornate)

La tomba si trova nel Museo degli Affreschi G.B. Cavalcaselle, in Via Luigi da Porto, 5 — circa 10-12 minuti a piedi dall'Arena, costeggiando le antiche mura. Non è in centro storico fitto, ma il percorso è piacevole e poco affollato.

Il museo è aperto da martedì a domenica dalle 10:00 alle 18:00, con ultimo ingresso alle 17:30. È chiuso il lunedì, il 25 dicembre e il 1° gennaio. Il biglietto intero costa €4,50 (+ prevendita online); il ridotto per gruppi, over 60 e convenzioni è €3,00. Esiste anche un biglietto cumulativo Tomba + Casa di Giulietta a €7,00 intero.

Consiglio da local: venite in settimana mattina, dopo le 10:30. La cripta è piccola e silenziosa — l'effetto è completamente diverso rispetto alle ore di punta del pomeriggio. Dedicate almeno 20 minuti al chiostro e agli affreschi medievali del museo: sono tra i meno fotografati e più belli della città scaligera. La maggior parte dei turisti scende nella cripta, risale e va via. Voi no.

Vale la pena visitarla sapendo che è un mito?

Sì, e forse vale la pena ancora di più. Un sarcofago romano, vuoto, in una cripta francescana, trasformato in simbolo mondiale dell'amore: questa è la storia vera — ed è più affascinante della leggenda.

Posso comprare il biglietto sul posto?

Sì, la biglietteria è all'ingresso del museo. Il sito ufficiale per l'acquisto online è verona.midaticket.it. Si consiglia di evitare altri siti, soprattutto quelli che applicano prezzi maggiorati o pubblicizzano biglietti salta-fila.

Come arrivare dalla zona Arena/Piazza Bra?

A piedi in 10-12 minuti: da Piazza Bra seguite Via Pallone, girate in Via del Pontiere e proseguite fino a Via Luigi da Porto. Nessun mezzo necessario, nessuna ZTL da considerare per i pedoni.

Se stai pianificando il tuo soggiorno a Verona e vuoi avere tutto il centro a portata di passi — Arena, Casa di Giulietta, tomba e Teatro Ristori — gli appartamenti di The Verona Stay sono esattamente dove devi stare. Scegli tra The Verona Stay Arena, in Via Roma 21, o The Verona Stay Ristori, vicino al Teatro: due posizioni, zero compromessi.

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