Cento giornali stranieri l'hanno votata piazza più bella d'Italia, battendo Piazza del Duomo e San Marco. Il motivo? "La sbalorditiva architettura e la minor presenza di turisti." Quella valutazione, però, si riferiva a un'ora precisa della giornata — non alle undici di mattina di luglio con i gruppi guidati in fila. Si riferiva all'alba. E se non vuoi aspettare l'alba, le 8:00 bastano.
Cosa succede a Piazza Erbe prima che arrivino i turisti
Alle 7:30 scatta l'orario ufficiale di apertura del mercato. Da lunedì a sabato, i piassaroti — così si chiamano i commercianti storici della piazza, un termine che si tramanda di generazione in generazione — iniziano a montare i banchi sotto i caratteristici ombrelloni bianchi del toloneo, la zona centrale che ricalca esattamente il perimetro dell'antico Foro Romano. Alle 8:00 il mercato è già operativo ma la piazza respira ancora. I gruppi organizzati arrivano quasi sempre dopo le 10:00.
Quello che trovi in quelle due ore è difficile da descrivere senza averlo vissuto. Le casse di pesche e albicocche appena scaricate profumano nell'aria fresca del mattino. I mazzetti di basilico e lavanda freschi sono ancora legati con lo spago. I venditori parlano tra loro in dialetto veronese stretto. Le Case Mazzanti — la facciata affrescata che chiude la piazza a nord — mostrano i colori dei loro dipinti rinascimentali senza nessun corpo davanti che li oscuri. È la versione della piazza che i veronesi conoscono e gli altri quasi mai vedono.
L'angolo gastronomico da non saltare: i piassaroti che vendono prodotti tipici locali espongono olio, vino sfuso e, d'estate, cocomeri e meloni interi — roba della campagna veronese, non del supermercato. Fai due parole, chiedi da dove viene la frutta: è il modo più rapido per capire dove si trova il mercato ortofrutticolo di quartiere più autentico della città.
La colazione giusta e il dettaglio che quasi nessuno nota
Prima o dopo il giro tra le bancarelle, siediti a uno dei tavolini dei bar che aprono sul perimetro della piazza. Alle 8:00 i prezzi al banco sono quelli normali — senza il premium turistico che scatta più tardi — e puoi gustarti un cappuccino con gli occhi sulla Fontana di Madonna Verona, la statua romana del 380 d.C. che Cansignorio della Scala rimontò qui nel 1368. Duemila anni di storia in mezzo a un mercato di frutta: è questa la cosa strana e meravigliosa di Piazza Erbe.
Prima di uscire dalla piazza verso Piazza dei Signori, alza gli occhi sull'Arco della Costa. Da quell'arco pende un osso lungo e ricurvo — probabilmente una costola di balena, forse un fossile di ittiosauro dei Monti Lessini, forse una reliquia portata da un crociato. Nessuno lo sa con certezza: è lì almeno dal 1700 e le ipotesi si moltiplicano a ogni generazione. Alle 8 di mattina puoi sostarci tranquillo a guardarlo senza doverti spostare per far passare nessuno.
A che ora arrivare esattamente?
Tra le 7:45 e le 8:15: il mercato è già aperto e operativo, ma la piazza è ancora silenziosa. Dopo le 9:30 inizia a riempirsi. D'estate, con le sere lunghe dell'opera all'Arena, molti turisti dormono fino a tardi: la mattina presto è ancora più libera.
Il mercato è aperto la domenica?
Di norma no: gli orari ufficiali coprono da lunedì a sabato, dalle 7:30 alle 20:30, con aperture eccezionali alcune domeniche. Se il tuo soggiorno copre solo il weekend, verifica sul sito del Comune di Verona nelle settimane dell'estate — in alta stagione le eccezioni sono più frequenti.
Vale la pena comprare qualcosa?
Sì, ma scegli bene. Frutta fresca, olio locale, fiori recisi: ottimi. I souvenir con la maglietta di Romeo e Giulietta sono identici a quelli di qualsiasi altra bancarella del centro. Il valore gastronomico è nella produzione locale — chiedilo sempre prima di comprare.
Per dormire a due passi e poter scendere in piazza alle 8 senza prendere nessun mezzo, The Verona Stay Arena è in Via Roma 21, a meno di dieci minuti a piedi da Piazza Erbe attraverso il centro storico. Svegliarsi presto, qui, diventa un privilegio.