The Verona Stay

Imposta di soggiorno Verona 2026: guida completa

14 June 2026

Arrivi a Verona, carichi bagaglio e aspettative, e al check-in ti chiedono qualche euro in più rispetto al prezzo prenotato. Non è un errore: è l'imposta di soggiorno, un tributo comunale che molti turisti scoprono solo all'ultimo momento. Capire come funziona — prima di arrivare — evita sorprese e chiarisce un paio di cose importanti anche a chi ospita.

Cos'è l'imposta di soggiorno di Verona e chi la deve pagare

L'imposta di soggiorno è un contributo comunale che ogni turista non residente paga per ogni notte trascorsa in una struttura ricettiva. Si applica a hotel, B&B, affittacamere, agriturismi e — dettaglio che in molti ignorano — anche agli affitti brevi e case vacanze.

Soggetto passivo dell'imposta è chi pernotta nella struttura ricettiva, comprese le locazioni turistiche, e chi alloggia in immobili con contratto di locazione breve situati nel territorio del Comune di Verona. In parole semplici: se non sei residente a Verona e dormi qui, la paghi tu come ospite. Ma è il gestore a riscuoterla e versarla.

L'imposta è determinata per persona e per pernottamento, calcolata in base alla tipologia di struttura ricettiva. La tariffa è definita, di regola, in rapporto alla classificazione assegnata, in relazione alle caratteristiche e ai servizi offerti.

Gli importi oscillano da 1,50 a 5 euro a persona per notte. Nei campeggi e negli ostelli la cifra è più contenuta, mentre negli hotel a 4 e 5 stelle può raggiungere il tetto massimo di 5 euro. Gli appartamenti turistici registrati applicano una tariffa intermedia, che solitamente si aggira attorno ai 2,50 o 3 euro.

Un limite importante: l'imposta è applicata fino a un massimo di quattro pernottamenti per persona al mese, con le tariffe confermate anche per l'anno 2026. Chi soggiorna più a lungo nel corso dello stesso mese non accumula il tributo all'infinito.

Chi è esente e chi ha diritto a una riduzione

Non tutti pagano la cifra piena. Il regolamento comunale di Verona distingue tra esenzioni totali e riduzioni parziali, ed è un aspetto che ogni host deve conoscere nei dettagli.

Sono esenti dal pagamento:

  • I minori entro il quindicesimo anno di età, inteso per tutta l'annualità dei 14 anni fino al giorno prima del compimento dei 15 anni.
  • I residenti nel Comune di Verona (non si tratta di turisti, ovviamente).
  • I malati che devono effettuare terapie e visite mediche presso strutture sanitarie pubbliche e private nel territorio comunale, e un eventuale accompagnatore. Chi assiste degenti ricoverati presso strutture sanitarie, in ragione di un accompagnatore per paziente. I genitori o accompagnatori delegati che assistano i minori di diciotto anni ricoverati o in attesa di ricovero.
  • Coloro che pernottano presso ostelli della gioventù o strutture in gestione a ONLUS.
  • Gli ospiti il cui pernottamento, legato ad eventi istituzionali, sia a carico del Comune di Verona.

Hanno invece diritto a una riduzione del 20%:

  • Gli ospiti con età anagrafica superiore a 70 anni. I giovani con età compresa tra i 15 e i 25 anni (dal compimento dei 15 anni fino al giorno prima del compimento dei 26). I componenti di gruppi composti da più di 25 persone.

Tali riduzioni non sono cumulabili tra loro. E attenzione: l'esenzione non è automatica. Il viaggiatore deve dimostrare di possedere i requisiti richiesti e il gestore è tenuto a conservare la relativa documentazione. Il modulo viene compilato dall'ospite, ma è il gestore della struttura ricettiva che deve conservarlo per un periodo di 5 anni a partire dalla data di invio della dichiarazione annuale.

Come funziona il versamento per l'host: obblighi pratici

Il gestore, e non l'ospite, è il soggetto responsabile della riscossione, della dichiarazione e del versamento dell'imposta al Comune di Verona. Non è una semplice formalità: è un obbligo tributario strutturato in passaggi precisi.

I soggetti che pernottano nelle strutture corrispondono l'imposta al gestore contestualmente al pagamento del soggiorno. Il gestore provvede alla riscossione, rilasciandone quietanza, e poi al successivo versamento al Comune.

Periodicamente, il gestore deve comunicare al Comune i dati relativi ai soggiorni effettuati, conteggiando il numero delle persone soggette al pagamento, degli esenti e calcolando il totale da versare. Il primo passaggio consiste nel richiedere al Comune di Verona le credenziali per accedere al portale Tourist Tax.

Un dettaglio operativo che fa la differenza: il Comune di Verona non ha preso accordi con alcun portale di affitti vacanze. Di conseguenza, non è possibile procedere con la riscossione tramite Airbnb, Vrbo, Booking o altri siti di prenotazione. L'host deve gestire tutto in proprio, a differenza di quanto avviene in altre città italiane.

Cosa succede se l'host non versa l'imposta

Questo è il punto che pochi articoli trattano con chiarezza. Fino a qualche anno fa, il mancato versamento dell'imposta di soggiorno poteva configurarsi come peculato — un reato penale. La situazione è cambiata.

Il gestore è oggi debitore in proprio verso il Comune. Questo implica che il mancato versamento non è più configurabile come reato di peculato, poiché l'host non è custode di denaro pubblico, ma un soggetto passivo dell'obbligazione tributaria. È una distinzione rilevante: si tratta di diritto tributario, non penale.

Le conseguenze restano però serie. In caso di mancata dichiarazione, la sanzione va dal 100% al 200% dell'importo dovuto. Per versamenti in ritardo è prevista una sanzione del 25%, riducibile se si regolarizza entro 15 o 90 giorni.

Chi si accorge tardi dell'errore può limitare i danni con il ravvedimento operoso: se il versamento avviene entro novanta giorni dalla scadenza, la sanzione è ridotta alla metà. In caso di ritardo non superiore a quindici giorni, la sanzione è ulteriormente ridotta ed è pari a un quindicesimo per ciascun giorno di ritardo.

Sul fronte documentale, non è sufficiente annotare verbalmente le esenzioni. Il gestore deve raccogliere la documentazione giustificativa e conservarla per eventuali controlli futuri.

Quanto vale l'imposta di soggiorno per Verona?

Nel 2025, la riunione annuale per la distribuzione della tassa raccolta si è tenuta alla Sala Barbieri del Comune. In totale sono stati raccolti circa 8.865.000 euro, di cui il 45% proviene dalle locazioni. Una parte di questo "tesoretto" viene ceduta ogni anno alla Fondazione Lirica, principale attrazione turistica della città. Il tributo, insomma, finanzia direttamente la cultura scaligera.

Airbnb riscuote l'imposta al posto mio?

No: il Comune di Verona non ha stipulato accordi con alcun portale di affitti vacanze, quindi Airbnb, Booking e Vrbo non versano l'imposta per conto dell'host. Tocca al gestore riscuotere direttamente dall'ospite al check-in e versare al Comune entro i termini previsti.

L'imposta cambia in alta stagione?

No: a Verona l'importo resta invariato sia in alta che in bassa stagione. Non ci sono maggiorazioni durante l'Opera Festival estivo o in altri periodi di punta. La variabile è la categoria della struttura, non il calendario.

Se stai pianificando un soggiorno a Verona e vuoi sapere esattamente cosa troverai in fattura, The Verona Stay è trasparente su ogni voce di costo sin dalla prenotazione. I nostri appartamenti di Via Roma 21 — a pochi passi dall'Arena — e la struttura vicino al Teatro Ristori sono gestiti con tutti gli adempimenti in regola. Niente sorprese all'arrivo.

Disponibilità e prenotazioni

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