The Verona Stay

Ghetto ebraico di Verona: 800 anni in 2 ore a piedi

14 June 2026

Cammini su via Mazzini pensando alle vetrine, agli aperitivi, alla prossima meta. Eppure stai attraversando, senza saperlo, uno dei luoghi più stratificati di tutta Verona. Alza gli occhi. Guarda le case alte e strette all'angolo con Piazza delle Erbe. Quello non è un caso architettonico: è il segno fisico di secoli di storia compressa in pochi metri quadri.

Dove si trovava il ghetto ebraico di Verona

Il cuore del percorso è a cinque minuti a piedi da Piazza Bra, quindi facilmente raggiungibile a piedi da qualsiasi punto del centro storico. Il ghetto occupava la zona compresa tra via Mazzini, via Pellicciai, via Quintino Sella e Piazza delle Erbe, proprio nel mezzo della città scaligera più frequentata dai turisti. La particolarità è che la maggior parte delle persone ci passa senza accorgersene.

Il segnale più immediato da cercare sono le case-torre sul lato sinistro di Piazza delle Erbe, arrivando da via Cappello. Sono edifici dalle finestre doppie e strette, che raggiungono anche sette o otto piani. La ragione è semplice: la comunità ebraica, costretta a restare entro il perimetro del ghetto, non poteva espandersi orizzontalmente e quindi costruì in verticale. Quelle altezze sono un documento di pietra.

Dell'antico ghetto rimangono poche tracce, scampate agli interventi di risanamento urbano degli anni Venti del Novecento, che demolirono gran parte del tessuto originario. Tra le sopravvissute, proprio quelle case-torre all'angolo tra Piazza delle Erbe e via Mazzini restano il testimone architettonico più eloquente.

Una storia più antica di quanto si pensi: dalla presenza medievale al ghetto del 1600

Molti articoli parlano del ghetto di Verona come se fosse un episodio tardo. Non è così. La presenza di una comunità ebraica a Verona è documentata almeno dal 978 d.C., e secondo alcune fonti potrebbe risalire all'epoca di Teodorico, nel V secolo. Secoli di convivenza, espulsioni, ritorni: una storia ciclica familiare a molte comunità ebraiche italiane.

Nel 1408 la Repubblica di Venezia autorizzò ufficialmente gli ebrei a risiedere in città, limitandoli inizialmente al solo mestiere del prestito. Due secoli dopo, su spinta del vescovo Valerio, nel 1600 venne istituito formalmente il ghetto. C'è però un dettaglio che sorprende: a differenza di Venezia, dove la segregazione fu imposta con la forza nel 1516, a Verona la creazione del ghetto incontrò il favore della stessa comunità ebraica, che cercava protezione dai frequenti episodi di violenza antisemita che avvenivano in città.

Negli anni tra il 1638 e il 1655, l'inasprimento delle condizioni a Venezia spinse numerose famiglie sefardite verso Verona, portando nuovi commercianti e nuove tradizioni. L'integrazione tra la componente ashkenazita originale e quella sefardita non fu immediata: ci vollero decenni, ma già nel 1675 le due comunità fondarono una scuola comune. Nel 1797, con l'arrivo delle truppe napoleoniche, il ghetto fu aperto: la comunità era allora attivamente inserita nella vita economica veronese, con botteghe avviate e una presenza solida nel commercio delle stoffe.

La sinagoga di via Portici: come vederla (e cosa aspettarsi)

La tappa centrale dell'itinerario è la sinagoga di via Portici 3, una piccola via laterale di via Mazzini che in pochi minuti si svuota dal rumore della strada principale. È una delle sinagoghe più grandi del nord Italia, progettata nel 1864 dall'architetto Giacomo Franco, quando la comunità aveva raggiunto il suo apice demografico di circa 1.400 persone. La facciata è monumentale — giallo ocra e bianco, con un portale incastonato in un grande arco marmoreo sormontato dalle Tavole della Legge — ma la strettezza della via la rende difficile da fotografare tutta intera: bisogna alzare la testa quasi verticalmente.

La sinagoga è un luogo di culto attivo, normalmente non aperta al pubblico. Per visitarne l'interno, il modo migliore è contattare direttamente la Comunità Ebraica di Verona (tel. 045 800 7112, email segreteria@comebraicavr.it) che organizza visite guidate su prenotazione. L'interno conserva integri gli arredi ottocenteschi: l'Arón in marmo rosso del 1645, la grande vetrata semicircolare bianca e azzurra con la menorah, e una lapide che ricorda la prima pietra posata nel 1625 per volere della famiglia degli Orefici.

Anche solo sostare davanti alla facciata, in silenzio, vale la deviazione di tre minuti da via Mazzini.

Il cimitero di Borgo Venezia e come chiudere l'itinerario

Chi vuole concludere il percorso con un tassello meno noto può aggiungere una tappa al Cimitero Ebraico di Borgo Venezia (via A. Badile 89), nella zona est della città. Non è nel centro storico — ci vogliono circa 20 minuti a piedi o pochi minuti in autobus — ma è parte essenziale della storia ebraica veronese. È il quarto cimitero succedutosi in oltre sei secoli di presenza ebraica in città, e conserva lapidi che risalgono al Settecento.

Gli orari di apertura al pubblico variano stagionalmente: in estate (aprile–settembre) è aperto nei giorni feriali 9:00–12:00 e 15:00–18:00, nei festivi 9:00–13:00; in inverno (ottobre–maggio) 9:00–12:00 e 14:00–17:00 nei feriali. È chiuso il venerdì pomeriggio e il sabato per rispetto dello Shabbat. L'ingresso è gratuito.

Se preferite restare nel centro storico, la tappa finale naturale è un caffè in Piazza delle Erbe, guardando quelle case-torre con occhi diversi rispetto all'andata. La storia ebraica di Verona non è in un museo separato: è nel mezzo della città, in attesa di essere letta.

La sinagoga è visitabile dall'esterno?

Sì. La facciata su via Portici 3 è visibile liberamente e gratuitamente in qualsiasi momento. L'interno, invece, è un luogo di culto attivo: è necessario contattare la Comunità Ebraica per prenotare una visita guidata.

Quanto tempo ci vuole per questo itinerario?

Il percorso nel centro storico (Piazza delle Erbe → case-torre → via Pellicciai → sinagoga di via Portici) si completa in circa 45–60 minuti camminando con calma. Aggiungendo il cimitero di Borgo Venezia si arriva a 2 ore complessive.

Ci sono visite guidate ufficiali al ghetto di Verona?

La Comunità Ebraica di Verona organizza occasionalmente visite guidate, anche in collaborazione con enti culturali locali. Il sito di riferimento è comebraicavr.it. La Società Letteraria di Verona ospita periodicamente incontri legati alla storia ebraica locale.

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