Agosto a Verona è un delirio visivo, nel senso migliore. I gradoni dell'Arena illuminati di sera, i vicoli color mattone che si accendono all'ora dorata, la gente che passeggia lungo l'Adige. Ogni turista con uno smartphone diventa fotografo. Il problema viene dopo: quando si apre Instagram e si preme "Pubblica".
Quella coppia in abiti eleganti sullo sfondo? Quel ragazzo con la bici che tagliava l'inquadratura proprio mentre scattavi? Legalmente, la questione è più seria di quanto si pensi.
Scattare è libero, pubblicare è un'altra storia
C'è una distinzione fondamentale che molti ignorano: fare la foto è quasi sempre lecito, diffonderla no. Non esistono leggi che vietino di scattare fotografie a cose o persone in luoghi pubblici. Il problema sorge quando si decide di pubblicare queste fotografie.
Essere in un luogo pubblico non significa che la propria immagine possa essere liberamente diffusa, specialmente se la pubblicazione avviene su social media o siti web. È una distinzione che il diritto italiano chiarisce con un certo dettaglio.
Entrano in gioco due diritti fondamentali delle persone ritratte: il diritto all'immagine, cioè il diritto di controllare come la propria immagine viene usata e diffusa, e il diritto alla privacy. L'immagine di una persona riconoscibile è un dato personale protetto dal GDPR, e la sua diffusione online è un "trattamento" che richiede una base giuridica valida. Per un privato che posta su Instagram, questa base giuridica è quasi sempre il consenso libero, specifico e informato della persona ritratta.
In pratica: anche semplicemente postare le foto su Facebook, Instagram o Twitter equivale a pubblicazione, e occorre avere il consenso.
La regola dello sfondo: quando sei "fuori pericolo"
Attenzione, però: non ogni foto con un passante sullo sfondo diventa automaticamente illecita. La legge ragiona in termini di soggetto principale e proporzionalità.
Quando si fotografano scene all'aperto, è possibile pubblicare su internet fotografie che non includono volti di persone riconoscibili, oppure quando le persone riconoscibili non sono il soggetto principale della foto.
Fotografie di scenari naturali e/o urbanistici dove le persone siano state riprese solo incidentalmente possono tendenzialmente essere pubblicate anche senza il consenso degli interessati.
La differenza pratica: una foto dell'Arena con decine di persone indistinte sullo sfondo è diversa da uno scatto in cui si vede chiaramente il volto di uno sconosciuto. L'art. 97 della Legge sul diritto d'autore non autorizza a pubblicare foto con immagini di persone in primo piano "rubate" durante un evento pubblico, ma solo foto aventi come tema principale l'evento stesso e, in via secondaria, il volto dei presenti. L'oggetto principale dello scatto pubblicabile deve essere la manifestazione, non l'individuo ritratto.
Detto in modo ancora più diretto: tutto dipende dal soggetto principale della foto e dallo spazio dedicato alle altre persone presenti nelle immagini.
La trappola del tag e della didascalia
C'è un aspetto che pochissimi turisti considerano, e che può trasformare una foto "neutra" in una potenziale violazione: il contesto che aggiungi dopo lo scatto.
L'immagine può rendere una persona identificabile attraverso il contesto (come una divisa con logo o un'insegna alle spalle), l'associazione con altri dati (come una didascalia o un tag social), o la diffusione su canali dove la persona è già nota.
Esempio concreto: stai a Verona per una fiera (Vinitaly, Host, Fieracavalli), fai una foto di gruppo al tuo stand e nello sfondo appare un competitor riconoscibile. Se usi quella foto per promuovere la tua attività, cambia tutto. L'utilizzo di immagini per scopi commerciali richiede sempre il consenso esplicito dei soggetti ripresi.
E il consenso non è permanente: tale consenso può essere revocato in qualsiasi momento, anche dopo molti anni, a meno che non vi sia un contratto di cessione dei diritti di sfruttamento dell'immagine firmato. Qualcuno ti chiede di rimuovere una foto pubblicata mesi fa? Ha tutto il diritto di farlo.
Minori sullo sfondo: regola assoluta, zero eccezioni
Il punto dove la legge non lascia alcun margine di interpretazione riguarda i minori. Agosto a Verona significa famiglie ovunque: davanti all'Arena, in coda alla Casa di Giulietta, sui gradoni di Castelvecchio. La probabilità di inquadrare un bambino è altissima.
Anche in luoghi pubblici, non si può pubblicare la foto di un minore riconoscibile senza autorizzazione. Serve il consenso espresso di entrambi i genitori o di chi esercita la potestà.
Il Garante italiano è intervenuto più volte sul tema. Con un provvedimento dell'11 settembre 2025, ha sanzionato un ente pubblico per la diffusione online di immagini di minori scattate durante eventi pubblici, riconoscibili nonostante i tentativi di oscuramento parziale dei volti. Tali condotte sono state ritenute in violazione del GDPR per mancanza di valida base giuridica.
La moral della storia è secca: la pubblicazione sui social network di immagini che permettano l'identificazione di minori è vietata, salvo specifiche basi giuridiche. Se vedi un bambino riconoscibile nella tua foto, oscura il volto prima di pubblicare.
Le tre regole pratiche del fotografo-turista a Verona
- Sfondo vs. soggetto. Se il tuo soggetto è l'Arena o Piazza Bra e le persone sono sfocate o indistinte sullo sfondo, sei generalmente a posto. Se un volto è nitido e occupa una porzione significativa dell'inquadratura, chiedi o oscura.
- Uso commerciale = consenso sempre. Usi la foto per promuovere un'attività, un blog con revenue, un profilo business? Qualsiasi persona riconoscibile richiede autorizzazione scritta, anche se era in piazza a caso.
- Minori: blur immediato. Prima di pubblicare, controlla ogni foto che ritrae bambini. La sfocatura del volto richiede 20 secondi su qualsiasi editor mobile — le conseguenze legali di non farlo possono essere ben più pesanti.
Non servono paure eccessive. Servono tre secondi di attenzione in più prima di premere "condividi". La città scaligera ad agosto è bellissima — documentarla è legittimo e bello. Farlo con consapevolezza lo è ancora di più.
Posso fotografare lo spettacolo all'Arena di Verona e postare le foto?
Le fotografie di scena durante le rappresentazioni liriche sono generalmente vietate o soggette a restrizioni specifiche del festival Arena di Verona. Per le foto nelle aree esterne e nei corridoi prima dello spettacolo, vale la regola generale: sfondo lecito, volti riconoscibili in primo piano no senza consenso.
E se qualcuno mi chiede di rimuovere una foto che ho già pubblicato?
Hai l'obbligo di farlo. Il diritto all'immagine va a braccetto con il diritto alla cancellazione (art. 17 GDPR). Se una persona chiede di rimuovere una foto, è necessario farlo tempestivamente. Non farlo espone a richieste di risarcimento civile.
Vale lo stesso per le Storie Instagram, che spariscono dopo 24 ore?
Sì. La temporaneità della pubblicazione non cambia la natura giuridica dell'atto: pubblicare è pubblicare, anche per 24 ore. Il consenso rimane necessario se la persona è chiaramente riconoscibile.
Stai pianificando un soggiorno a Verona per agosto? Gli appartamenti di The Verona Stay si trovano vicino all'Arena e al Teatro Ristori: posizione perfetta per esplorare il centro storico a piedi, al mattino presto, quando la luce è migliore e le piazze sono ancora vuote.