The Verona Stay

Verona centro: tre voci che non trovi sullo stesso depliant

06 June 2026

Ci sono mattine in cui sali in cima alla Torre dei Lamberti e capisci tutto. Poi ci sono settembre in cui le strade del quartiere di Veronetta odorano di segatura e risate. E poi c'è sempre quel momento, camminando sul selciato del centro, in cui ti ricordi che il primo poeta che ha scritto "ti amo e ti odio" era di qui. Tre voci di Verona che nessun itinerario standard accosta mai: eppure abitano lo stesso centro storico, a pochi minuti l'uno dall'altro.

Torre dei Lamberti: il punto di vista che ricalibra la città

In 2-3 frasi per chi è di fretta: La torre misura 84 metri e conta 368 scalini. I visitatori possono prendere un ascensore a pagamento per raggiungere la terrazza panoramica nella cella campanaria. Da lassù si vede tutto — l'Arena, il nastro dell'Adige, le Torricelle — e il centro di Verona smette di sembrare labirinto.

Eretta dalla famiglia dei Lamberti nel 1172, in tufo e cotto, seguendo lo stile romanico tipico dell'epoca, questa torre non fu mai un campanile: fu subito voce della città civile. La Marangona suonava l'ora della fine del lavoro per gli artigiani e dava l'allarme in caso d'incendio, mentre il Rengo radunava il consiglio comunale e richiamava i cittadini alle armi in caso di pericolo per la città. Due campane, due funzioni precise. Oggi suonano ogni mezz'ora: se siete lassù, allontanatevi dalla cella campanaria prima del rintocco.

L'ingresso si trova in Via della Costa 2, nel cuore di Piazza delle Erbe. Dal lunedì al venerdì è aperta dalle 10:00 alle 18:00; sabato e domenica dalle 11:00 alle 19:00. La torre è aperta ogni giorno dell'anno, tranne il 25 dicembre. Il biglietto intero include anche la Galleria d'Arte Moderna Achille Forti. Il mio consiglio da veronese: salite nei giorni feriali dopo le 16:00 — la luce è calda, i gruppi si sono diradati, e avrete la terrazza quasi per voi.

Tocatì e Catullo: il gioco in strada e il poeta che non tornò

Ogni terzo fine settimana di settembre, Verona fa una cosa insolita: il quartiere di Veronetta si trasforma in un grande spazio urbano dedicato al gioco tradizionale come espressione culturale viva, capace di generare incontro, partecipazione e nuove relazioni tra le persone e le comunità. Si chiama Tocatì, e il nome dice tutto: viene dal dialetto veronese e significa "è il tuo turno." Non è uno spettacolo da guardare — non è un evento per spettatori nel senso convenzionale: i visitatori sono invitati a rimboccarsi le maniche, imparare le regole e giocare.

Nel 2026 l'appuntamento è dal 18 al 20 settembre. Il paese ospite d'onore sarà l'Irlanda, protagonista di un ricco programma che intreccia pratiche ludiche, musiche e danze. Il 2026 porterà anche una novità importante: l'apertura di Casa Tocatì, un nuovo spazio nel Parco delle Colombare pensato come centro permanente dedicato al gioco e allo sport tradizionale. L'ingresso al festival è libero. Tra i giochi veronesi presenti, tenetevi d'occhio il Penacio della Lessinia — un lancio di precisione che arriva dalle valli qui sopra e che la maggior parte dei turisti non ha mai sentito nominare.

E poi c'è Catullo — non l'aeroporto, ma la persona. Nato a Verona nell'anno 87 avanti Cristo, Gaio Valerio Catullo fu uno dei maggiori poeti dell'antica Roma. L'espressione dell'intensità dei sentimenti era una vera novità nella letteratura latina: Catullo è stato il primo a esprimersi in questo senso nel suo Catulli Veronensis Liber. Partì giovane per Roma, si innamorò in modo devastante di Clodia — che nei suoi versi chiamò Lesbia — e morì a trent'anni. Non tornò a vivere a Verona. La sua vita si svolse tra Verona e Roma; nei suoi carmi si lamenta di avere a Verona una sola cassa di libri, perché ormai tutta la sua vita era a Roma.

La connessione con il centro di Verona è fisica e libraria insieme: la Biblioteca Capitolare di Verona, sorta nel complesso architettonico della Cattedrale, è considerata la più antica biblioteca al mondo ancora in attività. Alcuni storici sostengono che un apografo di Catullo, ora perduto, fu venduto nel X secolo dal vescovo di Verona Raterio. Il manoscritto che ha salvato la sua opera è passato per qui. Visitare la Capitolare — in Piazza Duomo, a cinque minuti a piedi dalla Torre dei Lamberti — significa capire perché Verona non è solo la città di Romeo, ma anche la città che ha custodito la poesia d'amore più intensa dell'antichità.

Quanto tempo dedicare alla Torre dei Lamberti?

Contate 45-60 minuti: 10 minuti di ascensore o scalini, 20-30 minuti sulla terrazza, e qualche minuto nella Galleria d'Arte Moderna inclusa nel biglietto. Se volete evitare la fila, prenotate via email a torredeilamberti@agec.it o chiamate il +39 045 9273027.

Il Tocatì è adatto alle famiglie?

Il festival è particolarmente adatto alle famiglie: molti giochi sono pensati per i più giovani, e le aree dedicate offrono spesso versioni semplificate dei giochi tradizionali. Ingresso libero, nessuna prenotazione necessaria.

Dove si trova la Biblioteca Capitolare?

In Piazza Duomo, all'interno del complesso della Cattedrale di Verona. Le visite guidate si prenotano sul sito bibliotecacapitolare.it; il prezzo indicativo è intorno agli 8-10 euro per la visita guidata [⚠ DA VERIFICARE sul sito ufficiale per aggiornamenti 2026].

Per il vostro soggiorno a Verona centro, gli appartamenti di The Verona Stay — vicino all'Arena e al Teatro Ristori — vi mettono a pochi minuti a piedi da tutte e tre queste realtà. Il centro storico, a Verona, si esplora meglio quando ci si dorme dentro.

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