Cammini per via Cappello e ti chiedi: ma Shakespeare è mai stato qui? La risposta è quasi certamente no. Eppure Verona è diventata la città di Romeo e Giulietta in modo così radicato da sembrare inevitabile. Il motivo non è un capriccio del drammaturgo inglese — è una storia letteraria lunga sessant'anni, che attraversa tre paesi e almeno cinque autori prima di arrivare sul palcoscenico del Globe Theatre.
Chi scrisse davvero Romeo e Giulietta? La vera origine veronese
La risposta breve: la storia fu scritta per la prima volta da un capitano vicentino ferito in battaglia, non da Shakespeare. Fu Luigi da Porto nella sua Historia novellamente ritrovata di due nobili amanti, pubblicata nel 1530 circa, a dare alla storia la sua forma moderna: ribattezzò i protagonisti Romeo e Giulietta e trasportò l'azione a Verona. La scelta dell'ambientazione veronese si ispira probabilmente alla Commedia di Dante.
Il legame con Dante è tutt'altro che decorativo. La rivalità tra Montecchi e Capuleti era così accesa che Dante Alighieri, ospite degli Scaligeri tra il 1303 e il 1304, la cita nel VI canto del Purgatorio: "Vieni a veder Montecchi e Cappelletti… color già tristi, e questi con sospetti." Da Porto pescò da quella menzione dantesca e costruì attorno ad essa un'intera architettura narrativa.
C'è però un dettaglio ancora più intimo. Luigi da Porto, prima di essere ferito in battaglia, aveva vissuto una cocente delusione amorosa: a un ballo a Venezia si era innamorato di Lucina Savorgnan, scontrandosi con l'inflessibile opposizione del padre di lei per rivalità tra famiglie. La tragedia dei due amanti veronesi era, in fondo, anche una confessione personale.
Da Porto ambientò la storia a Verona, città strategica per Venezia, al tempo della signoria di Bartolomeo I della Scala. Fu lui a inventare i nomi di Romeo e Giulietta e a creare i personaggi di Mercuzio, Tebaldo, Frate Lorenzo e Paride.
Come la storia di Verona arrivò a Londra: il viaggio di una leggenda
La storia di Romeo e Giulietta iniziò subito a circolare, fu più volte ristampata e riscritta. Nel 1553 ne furono redatte due versioni: una in prosa del novelliere Matteo Bandello, l'altra in versi del nobile veronese Gherardo Boldieri. Furono i letterati veronesi stessi, dunque, a consolidare l'identità geografica del racconto — fissando persino i luoghi fisici della città scaligera nella trama.
La storia ebbe presto grande fama in tutta Europa, con versioni scritte dall'inglese Arthur Brooke nel 1562 e William Painter nel 1569. Shakespeare dovette accontentarsi proprio della versione di Arthur Brooke — una traduzione, dicono gli esperti, prolissa e maldestra rispetto alla qualità della fonte italiana originale.
Si dice spesso che Shakespeare ambientò molte sue opere in Italia. La verità è che Romeo e Giulietta, Il mercante di Venezia, Otello e I due gentiluomini di Verona ruotano attorno a situazioni che hanno come riferimento non la penisola in generale, ma il Veneto della Repubblica di Venezia. Nell'Inghilterra di Shakespeare i racconti ambientati in Italia erano molto popolari e venivano rappresentati con grande successo di pubblico.
Verona, poi, offriva a Shakespeare una scenografia politicamente eloquente. Le lotte intestine degli stati italiani contro lo Stato Pontificio e lo scisma sempre più netto dei sovrani inglesi nei confronti della Chiesa Cattolica erano argomenti sentitissimi. Per questo Verona diventava ambientazione perfetta per una tragedia privata che si consumava nello scenario più ampio della tragedia nazionale.
È grazie a Shakespeare, però, che questa storia è diventata un mito e porta ogni anno a Verona milioni di visitatori. Il Bardo prese una materia già esistente e la condensò: il tempo dell'azione si riduce a quattro giorni e quattro notti invece che diversi mesi, rendendo più intensi la tensione e i sentimenti presenti nell'opera.
La Casa di Giulietta nel 2026: cosa sapere prima di andare
La Casa di Giulietta, in via Cappello 23, è una casatorre medievale attestata fin dal 1351. È associata alla novella di Luigi da Porto e resa immortale da Shakespeare nel 1596. La struttura ospitava originariamente una locanda ed è stata identificata come casa dei Capuleti nel XVIII secolo.
Novità 2026: dal 1° aprile 2026 l'ingresso al Cortile e alla Casa di Giulietta avviene esclusivamente dal Teatro Nuovo in Piazzetta Navona. Le tariffe: solo cortile e Teatro Nuovo €5,00; cortile + Casa di Giulietta €12,00. La prenotazione online è obbligatoria anche per chi ha diritto all'ingresso gratuito, compresi i titolari di VeronaCard. Acquista su verona.midaticket.it — non esistono biglietterie fisiche in loco.
Orari: lunedì 14:00–19:00; martedì–domenica 9:00–19:00. Un consiglio da locale: arriva nella fascia 9:00–10:30 o dopo le 17:30 — il cortile è molto meno affollato e la luce del tardo pomeriggio sul balcone è quella giusta per le fotografie.
Vale la pena fare anche la tappa alla Tomba di Giulietta, nel Museo degli Affreschi G.B. Cavalcaselle di via Luigi da Porto 5. Intorno al 1560 fu Gherardo Boldieri a ipotizzare che un sarcofago medievale nel giardino della chiesa di San Francesco al Corso fosse la tomba della giovane eroina: ebbe così inizio il "mito" veronese di Romeo e Giulietta. La cripta sotterranea, silenziosa e quasi sempre meno affollata della Casa di Giulietta, restituisce un'atmosfera che il centro storico di Verona sa offrire in pochi altri luoghi.
Per il tuo soggiorno a Verona, gli appartamenti di The Verona Stay si trovano nel cuore del centro storico: The Verona Stay Arena in via Roma 21 a pochi passi da Piazza Bra, e The Verona Stay Ristori vicino al Teatro Ristori. Da entrambe le strutture, casa Giulietta è raggiungibile a piedi in meno di dieci minuti — senza taxi, senza autobus, senza perderti neanche un vicolo.