The Verona Stay

Pandoro Melegatti: la fila che Verona non smette di fare

21 June 2026

La leggenda dice che fu un garzone. Stava guardando la prima fetta del nuovo dolce del patron Domenico Melegatti quando un raggio di sole la illuminò dall'alto, e lui esclamò, in dialetto veronese: "l'è proprio un pan de oro!". Vera o no, quella scena racconta tutto: il pandoro è una roba di luce, di calore, di qualcosa che i veronesi sentono profondamente loro. E la coda allo spaccio, ancora oggi, lo dimostra.

Corso Porta Borsari 21: dove tutto è cominciato

Se passeggi nel centro storico di Verona e arrivi al civico 21 di Corso Porta Borsari, alza gli occhi. Sul cornicione del palazzo di fine Ottocento ci sono ancora le riproduzioni in pietra dei pandori — e la vecchia insegna Melegatti, sbiadita ma presente. Lì, in quella pasticceria, Domenico Melegatti ottenne il 14 ottobre 1894 il Certificato di Privativa Industriale per aver inventato nome, forma e ricetta del pandoro. Non un perfezionamento: un'invenzione vera, brevettata, con tanto di stampo disegnato dall'artista veronese Angelo Dall'Oca Bianca.

La materia prima del dolce arrivava da una tradizione antica: la notte della Vigilia, le donne veronesi si riunivano nelle cucine delle corti per preparare il levà, un impasto di farina, latte e lievito che aspettava l'alba. Melegatti prese quella tradizione, tolse le mandorle e i granelli di zucchero che giudicava controproducenti per la lievitazione, aggiunse molto burro e molte uova. Il risultato fu una stella a otto punte, morbida e dorata, che non assomigliava a nulla di già visto.

La pasticceria di Corso Porta Borsari non esiste più come negozio. Ma il palazzo è ancora lì, a due passi da Piazza Erbe, ed è uno dei luoghi più dimenticati dai turisti e più amati dai veronesi che conoscono la storia. Vale una sosta di cinque minuti, soprattutto la sera, quando la luce dei lampioni dà a quelle forme di pietra esattamente il colore giusto.

Il lievito madre e la fila che non finisce

Quando nel 2018 Melegatti fallì — con debiti che avevano strangolato un'azienda da oltre cento anni — due dipendenti continuarono ad andare in fabbrica ogni giorno, senza stipendio, per nutrire il lievito madre. Ogni giorno, perché un lievito madre non puoi lasciarlo. Se muore, muore qualcosa di irripetibile: quello di Melegatti esiste verosimilmente dall'anno di fondazione del 1894, forse da prima. Lo salvarono. E quando i forni si riaccesero, pochi mesi dopo, davanti allo spaccio aziendale si formò spontaneamente una fila — ancora prima che le saracinesche si alzassero.

Quella fila non si è mai davvero sciolta. I veronesi lo spaccio aziendale lo conoscono bene: Via Monte Carega 23, San Giovanni Lupatoto, a una decina di chilometri dal centro. Qui si comprano pandori e panettoni freschi di produzione, inclusi i pezzi di seconda scelta — magari leggermente imperfetti nella forma, ma identici nel sapore. Il risparmio rispetto alla grande distribuzione è concreto, soprattutto nel periodo natalizio. Chi ci va sa che è meglio arrivare presto.

Nel 2025 Melegatti è entrata nell'orbita della multinazionale irlandese Valeo Foods — un passaggio che ha fatto discutere, come sempre quando un marchio simbolo cambia bandiera. Ma la produzione resta nei due stabilimenti veronesi, a San Giovanni Lupatoto e San Martino Buon Albergo. Il lievito madre è ancora lì. E la fila, ogni dicembre, si forma ancora.

Spaccio Melegatti — info pratiche

  • Indirizzo: Via Monte Carega 23, San Giovanni Lupatoto (VR) — circa 10 min di auto dal centro di Verona
  • Orari indicativi: lunedì–venerdì 10:00–18:00, sabato 9:00–13:00 [⚠ DA VERIFICARE prima della visita: gli orari variano stagionalmente, soprattutto nel periodo natalizio]
  • Consiglio: in dicembre conviene arrivare appena apre — la fornitura di seconda scelta si esaurisce nel giro di poche ore
  • Cosa trovi: pandori, panettoni, colombe, prodotti fuori confezione a prezzo ridotto

Se sei a Verona e non hai la macchina, il punto di contatto con la storia è Corso Porta Borsari 21: cinque secondi di sosta, un'occhiata in alto, e capisci da dove viene tutto questo.

Per dormire a due passi dai luoghi che contano — Arena, Piazza Erbe, Corso Porta Borsari — gli appartamenti di The Verona Stay sono in Via Roma 21 e vicino al Teatro Ristori: il centro storico a piedi, il pandoro a portata di storia.

Disponibilità e prenotazioni

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