C'è un momento, nel tardo pomeriggio, in cui Corso Castelvecchio si svuota dei gruppi e rimane solo qualche passante con le buste della spesa. È quello il momento giusto per entrare. Il Museo di Castelvecchio nel 2026 compie cent'anni — e lo fa con un programma che cambia il senso della visita, anche per chi ci è già stato. Non serve essere appassionati d'arte: basta sapere dove guardare e cosa cercare.
Pisanello a Castelvecchio: quella quaglia che nessuno dimentica
Nel pantheon delle opere veronesi che i turisti trascurano, la Madonna della Quaglia di Pisanello occupa un posto imbarazzante. È piccola — una tempera e oro su tavola di appena 50x33 cm — e potrebbe sembrare un oggetto liturgico da sacrestia. Invece è qualcosa di più sottile: un dipinto che fa da trait d'union tra la pittura gotica tradizionale e la nuova pittura rinascimentale, con un fondo per metà oro e per metà un realistico roseto in cui siede la Madonna con Bambino.
È la prima opera attribuita con una certa sicurezza a Pisanello, risalente intorno al 1420. L'artista aveva allora meno di trent'anni e già mostrava qualcosa che avrebbe fatto impazzire le corti di mezza Italia: una capacità di rendere in maniera verosimile il mondo animale, con uno studio dal vero sugli animali e non da modelli preesistenti, al punto da raggiungere un livello di verosimiglianza che solo Leonardo da Vinci e Albrecht Dürer riuscirono a superare.
La quaglia in primo piano, ai piedi della Vergine, potrebbe rimandare all'immortalità dell'anima, in quanto metafora di Cristo, o all'umiltà, virtù con cui la Madonna si appresta a ricevere dagli angeli l'incoronazione. Ma la vera storia è quella che la tavola porta ancora addosso: nel 2015 fu trafugata insieme ad altri sedici capolavori in uno dei furti museali più clamorosi d'Italia. Verona ne fu sconvolta. Chi visitava il museo rimaneva sconvolto davanti ai segni delle cornici sulle pareti vuote. Dopo mesi di indagini i quadri furono ritrovati in Ucraina. Oggi è di nuovo lì, nella sua sala, come se nulla fosse successo. Ma qualcosa è rimasto, nell'aria.
Pisanello è anche altrove a Verona: lasciò in città alcuni dei più grandi capolavori della pittura gotica, come l'Annunciazione in San Fermo e San Giorgio e la Principessa in Santa Anastasia. Per chi vuole approfondire, il percorso pisanelliano completo richiede mezza giornata in più — ma Castelvecchio è il punto di partenza obbligato.
Il centenario 2026 e dove mangiare vegan nei dintorni
Il centenario ricorre il 25 aprile, data che riporta al 1926 quando il museo venne inaugurato alla presenza di Vittorio Emanuele III, segnando la trasformazione definitiva della fortezza scaligera in luogo di cultura. Per festeggiarlo, i Musei Civici hanno costruito qualcosa di concreto: il nuovo itinerario tematico "Un museo, una statua. Dall'allestimento del 1926 al Cangrande secondo Carlo Scarpa" è visitabile dal 24 aprile 2026 al 10 gennaio 2027, con pannelli, fotografie storiche, filmati e audioguide per ricostruire il dialogo tra arte, architettura e museografia.
Al centro del racconto c'è la statua equestre di Cangrande della Scala. Negli anni Sessanta, Carlo Scarpa la pose al centro del rinnovato percorso museale, su un ardito basamento in cemento, creando una collocazione spettacolare che contribuì a rendere l'immagine di Cangrande ancora più celebre. Il sorriso di Cangrande, rivolto verso l'alto, è ancora oggi la prima cosa che colpisce chi entra. C'è chi dice che sembri sapere qualcosa che noi non sappiamo.
Per la visita: il museo è aperto da martedì a domenica dalle 10 alle 18, con ultimo ingresso alle 17.15. Apertura straordinaria il lunedì 1° giugno e il 7 dicembre 2026. Attenzione: i camminamenti sono temporaneamente chiusi per lavori di manutenzione, ma si possono visitare tutte le sale nei consueti orari. I biglietti si acquistano online su museiverona.com o in biglietteria.
Dopo la visita — o prima, se arrivi a stomaco vuoto — Verona offre qualche opzione plant-based a distanza a piedi. Flora, a Stradone Scipione Maffei 8C, è un ristorante vegano e gluten-free a tre minuti a piedi dall'Arena, che propone piatti senza glutine, senza lattosio e senza additivi chimici. A pranzo propone una formula buffet a peso, mentre a cena il menu è alla carta. Per chi cerca qualcosa di più raccolto, La Lanterna in Piazzetta Portichetti 6 è un locale molto conosciuto tra i veronesi e frequentato anche dai non vegani. Qui si mangiano piatti che potresti trovare in qualsiasi ristorante, ma in versione vegan, come il gnocco fritto con affettati vegetali o i bigoli trafilati al bronzo alla carbonara vegetale.
Quanto tempo serve per visitare Castelvecchio?
La maggior parte dei visitatori suggerisce una visita di 1,5 – 2 ore, anche se concedersi più tempo migliora l'esperienza. Con il percorso del centenario, calcola almeno 2 ore per non correre.
Come si acquistano i biglietti?
Il sito ufficiale per l'acquisto online è verona.midaticket.it, raggiungibile anche da museiverona.com. Si consiglia di evitare altri siti, soprattutto quelli che applicano prezzi maggiorati o pubblicizzano biglietti salta-fila.
Vale la Verona Card?
Sì: con la Verona Card è possibile accedere a ingresso agevolato o gratuito a Castelvecchio e agli altri musei civici, incluse le Arche Scaligere se si visita uno dei musei nella stessa giornata.
Per organizzare la visita a Castelvecchio senza perdere tempo in logistica, gli appartamenti di The Verona Stay in Via Roma 21 — a meno di dieci minuti a piedi dal museo — ti mettono nel cuore della città scaligera dal primo momento. Scopri le disponibilità su theveronastay.it.