Hai già visto l'Arena. Hai camminato su Piazza Bra, magari sei passato sotto il balcone di Giulietta. Bene. Ma Verona ha tre debiti aperti con te — tre luoghi che la città ti presenta quasi sottovoce, senza fanfare, e che cambiano il modo in cui ricordi questo posto. Tutti raggiungibili a piedi dal centro storico. Tutti capaci di sorprenderti.
Il ghetto ebraico: mille anni di storia tra via Mazzini e Piazza delle Erbe
Il primo debito è di profondità. Pochi metri separano il flusso commerciale di via Mazzini da uno dei capitoli più complessi della storia veronese. La presenza della comunità ebraica a Verona è documentata sin dal 978 , e attraversa secoli di espulsioni, ritorni, commerci e convivenze difficili. La reclusione nel ghetto giunse nel 1600 per volontà del vescovo Agostino Valier, come reazione all'eccessiva promiscuità che si era creata con lo sviluppo delle imprese ebraiche.
C'è però un dettaglio che sorprende sempre: a differenza di Venezia, dove gli ebrei vennero costretti in ghetto forzatamente nel 1516, la creazione del ghetto di Verona incontrò i favori della popolazione ebraica. Non erano infatti rari i casi di violenze antisemite. La segregazione, paradossalmente, fu anche protezione. Il ghetto durò fino al 1797 con l'arrivo delle truppe napoleoniche.
Venne destinata a ghetto la zona che oggi si trova tra via Mazzini e via dei Pellicciai, sempre in prossimità di Piazza delle Erbe. Dell'antico ghetto rimangono tuttora visibili soltanto poche tracce, scampate agli interventi di risanamento urbano operati sull'area negli anni '20 del Novecento: fra queste, le case torre — tipiche dell'edilizia di ghetto — in angolo fra piazza delle Erbe e via Mazzini.
Nel cuore di quest'area sorge la sinagoga. Nel cuore di quello che per molti secoli fu il ghetto ebraico di Verona, tra via Mazzini e via Pellicciai, sorge una delle sinagoghe più grandi del nord Italia, capace di ospitare un migliaio di persone. La nuova sinagoga inaugurata nel 1929 si è conservata perfettamente fino a oggi, grazie anche al restauro eseguito nel 2002. La facciata è giallo ocra e bianca e su un lato riporta una targa in onore di Rita Rosani, una partigiana uccisa nel 1944 sui monti veronesi.
Consiglio da local: la visita al ghetto è arricchita da un dépliant/mappa e dall'audio-tour "Tracce e memorie del ghetto di Verona", disponibile gratuitamente nell'app Izi.Travel o scansionando il QR code. Per visitare l'interno della sinagoga è necessario contattare la Comunità Ebraica di Verona (comebraicavr.it). L'esterno, invece, lo si legge camminando — e vale ogni passo.
San Zeno e la Pala di Mantegna: dove il Rinascimento ha una data precisa
Il secondo e il terzo debito arrivano insieme, e si pagano a San Zeno, a circa 15 minuti a piedi dall'Arena lungo le rive dell'Adige.
La Basilica di San Zeno è l'edificio religioso veronese dedicato al santo patrono della città e si distingue per essere uno degli esempi più spettacolari del romanico in Italia. La facciata ti ferma ancora prima di entrare: il rosone della Ruota della Fortuna, il portale bronzeo con 48 formelle, i leoni che reggono il protiro. Nella cripta, fra nove navate e 49 colonne con capitello diverso, si trovano le spoglie di San Zeno custodite in un sarcofago, con una maschera d'argento a ricoprirne il volto. Un luogo che sa di pietra antica e silenzio.
Ma è davanti all'altare maggiore che succede qualcosa di raro: ci si trova di fronte alla Pala di Mantegna. Custodita nella sua collocazione originaria sull'altare maggiore della basilica, si tratta della prima pala d'altare pienamente rinascimentale dipinta in Italia settentrionale, che ispirò la scuola di pittori rinascimentali veronesi. L'opera venne commissionata tra il 1456 e il 1457 da Gregorio Correr, abate della chiesa, realizzata nella bottega padovana dell'artista e inviata a Verona nel 1459, quando il 31 luglio venne collocata sull'altare maggiore alla presenza dello stesso artista.
La storia di questa pala non è tutta lieta. Con le requisizioni napoleoniche del 1797 il trittico fu trasportato a Parigi, mentre la cornice rimase in San Zeno, per poi fare ritorno a Verona, senza la predella, nel 1817. Attualmente lo scomparto centrale della predella, la Crocifissione, è conservato al Musée du Louvre, mentre la Preghiera nell'orto e la Resurrezione si trovano al Musée des Beaux-Arts di Tours. Quello che vedi oggi nella predella è una copia — ma il trittico principale, quello sì, è l'originale. Ed è abbastanza.
Quello con l'abate Correr fu per Mantegna un incontro molto importante: fu lo stesso a raccomandare l'artista presso la corte dei Gonzaga, che avrebbe decretato la fortuna del pittore veneto. San Zeno non fu solo una tappa: fu il trampolino verso Mantova. Verona può vantarsi di aver lanciato uno dei più grandi pittori del Quattrocento.
Orari e biglietti per San Zeno
Da marzo a ottobre la basilica è aperta tutti i giorni dalle 8.30 alle 18, e la domenica dalle 12.30 alle 18; da novembre a febbraio tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 13.30 alle 17, mentre la domenica dalle 12.30 alle 17. L'ingresso costa 6 euro, con biglietto che ha validità anche per il Duomo, la Chiesa di San Fermo e la Chiesa di Sant'Anastasia. Ingresso gratuito per i possessori della Verona Card. La Verona Card ufficiale è disponibile nelle versioni da 27 euro con validità 24 ore e 32 euro con validità 48 ore dal primo utilizzo.
Come si raggiunge San Zeno dal centro?
A piedi da Piazza Bra: circa 15 minuti seguendo Corso Cavour verso ovest. In autobus: linee ATV che fermano in prossimità di Piazza San Zeno (gratuiti con la Verona Card). Durante le funzioni religiose le visite turistiche sono sospese — meglio controllare gli orari delle messe prima di partire.
La sinagoga di Verona si può visitare?
La sinagoga è normalmente un luogo di culto non accessibile al pubblico senza prenotazione. Per le visite guidate è necessario contattare la Comunità Ebraica di Verona tramite il sito ufficiale comebraicavr.it. I luoghi del ghetto all'esterno sono invece accessibili liberamente, in pieno centro storico.
Prima del tuo prossimo soggiorno a Verona, considera di alloggiare vicino a dove si concentra tutto questo: The Verona Stay ha appartamenti sia vicino all'Arena (Via Roma 21) sia vicino al Teatro Ristori — punti di partenza ideali per raggiungere a piedi sia il ghetto che San Zeno, senza dipendere da taxi o bus. Il centro storico si esplora meglio quando ci si alza la mattina e si è già dentro la città.